Marcello Marciani dialetto Abruzzese di Lanciano

Ti sogno all’alba e dici

Ti sogno all’alba e dici: ma che scrivi

in che porti segreti te ne vai

perché alludi e ti perdi in una calca

di accordi risciacquati lungo il verso.

Ma capiscimi è tutto il tuo sommerso

che mi scianna nel sonno di una barca

è questo maremadre che non fai

ballare così a fondo finché vivi.

Barcollo su risucchi di parole

attracco fra le boe che mi hai lasciato

la tua corrente all’alba pare gelida

e tento di scaldarmela col fiato

nuotarci dentro fino a che il tuo sale

mi impasti come un tuo reperto sapido.

(Ti sogno all’alba e dici)

Ti sogno all’alba e dici: ma che scrivi

in che porti segreti te ne vai

perché alludi e ti perdi in una calca

di accordi risciacquati lungo il verso.

Ma capiscimi è tutto il tuo sommerso

che mi scianna nel sonno di una barca

è questo maremadre che non fai

ballare così a fondo finché vivi.

Barcollo su risucchi di parole

attracco fra le boe che mi hai lasciato

la tua corrente all’alba pare gelida

e tento di scaldarmela col fiato

nuotarci dentro fino a che il tuo sale

mi impasti come un tuo reperto sapido.

Eri diventata una bambina

Eri diventata una bambina supplice

bisognosa di baci, farmaci, coccole.

La saldezza di un tempo secretata a briciole

di smarrita dolcezza, smaniose idee.

Sei ritornata la mia regina complice

per attentare al tempo e alle sue trappole.

Per allietare i risvegli stracchi e i sandali

a passi lievi, scalpiccianti ipogei…

Marcello Marciani

Poeta in lingua ed in dialetto abruzzese

Marcello Marciani, nato a Lanciano dove vive, ha pubblicato cinque libri di poesia: Silenzio e frenesia (Lanciano, Quaderni di “Rivista Abruzzese”, 1974), L’aria al confino (Siena-Roma, Messapo, 1983), Body movements (Stony Brook-New York, Gradiva Publications, 1988, con traduzione a fronte di Amelia Rosselli), Caccia alla lepre (Faenza, Mobydick, 1995), Per sensi e tempi (Castelmaggiore, Book editore, 2003).
Ha partecipato come autore e attore a due spettacoli allestiti dal Centro di ricerca teatrale e musicale “Il teatro di Tatua”: Mar’addó’, nel 1988 (interamente basato su testi poetici in dialetto frentano) e Santa Oliva della Passione, nel 2000, opera di scrittura collettiva.

Le poesie che seguono sono tratte dalla sua ultima raccolta Nel mare della Stanza (Faloppio CO, LietoColle, 2006) di cui è possibile leggere anche una recensione di Achille Serrao.